Ristorante Le Maschere

« torna a Sarsina

Arte e Cultura

Fondata da popolazioni umbre verso il V-IV secolo a.C., la citt√† √® stata un importante centro in epoca romana. L'economia di Sarsina era ed √® tuttora basata su agricoltura e pastorizia: dai boschi si ricavava una grande quantit√† di legname; dall'allevamento, soprattutto di pecore, si producevano formaggi, lane e stoffe. Fin dalla sua nascita, per√≤, pi√Ļ d'una sono state le difficolt√† e gli avvicendamenti al potere del paesino romagnolo. Una volta vinti dai Romani il 26 settembre ed il 15 ottobre del 266 a.C., rispettivamente dai consoli Decimo Giunio Pera e Numerio Fabio Pittore, Sarsina divenne ben presto un municipio di Roma. Importante l'anno 250 ca. A.C. che vede la comparsa di Tito Maccio Plauto.

La costruzione delle mura civiche risale al 70-40 a.C., mentre risale al secolo successivo il primo grande sviluppo economico ed edilizio della città. Dal 195 ca. sino al 260 ca. Sarsina subisce una serie di devastazioni e disastri (per mano di Gallieno e dei Visigoti, nonchè a causa del terremoto), finchè dal IX-XIII secolo vive un periodo di splendore dovuto all'appartenenza alla Chiesa sarsinate, se pur con interferenze politiche di quella ravennate, principali artefici dell'erezione della Cattedrale intorno al Mille. Nel 1266 il vescovo Guido è ucciso da alcuni signorotti locali e l'arcivescovo di Ravenna, con l'aiuto dei cesenati, riconquista i castelli usurpati e aggrega Sarsina a Cesena, in pieno dominio pontificio.

Nei decenni seguenti la città cadde prima in mano agli Orleaffi di Forli' (1327), poi ancora in quelle del suo vescovo (1372-1378) che con i Malatesta si alterna alla guida della cittadina fino alla sottomissione da parte dei Veneziani (1503-1509) ed al ritorno del papa, che l'amministrerà direttamente sino all'arrivo di Napoleone (con una parentesi dal 1760 al 1769). Tra il 1597 e il 1638 Sarsina è inclusa nella signoria feudale degli Aldobrandini, che acquistano la città insieme a Meldola per 147.000 scudi, riuscendo a riaverla per trent'anni anche nel 1769, dopo diverse cessioni ai Borghesi di Roma ed al papa. Nel 1859 Sarsina si riunisce al Piemonte, seguendo le sorti del nascente Regno d'Italia e della futura Repubblica.

Il Museo Civico intitolato a Marco Accio Plauto, viene inaugurato nel 1890, mentre risalgono al 1927 i primi scavi compiuti nella città che portarono alla luce le straordinarie e monumentali tombe giunte fino ai giorni nostri grazie ad una frana che ostruì il corso del fiume Savio ricoprendo con uno spesso strato di terra i resti che si conservarono perfettamente. In seguito viene conferita alla città, nel 1958, la "Croce al Valor Militare" per aver subito 14 anni prima il suo ultimo incendio per rappresaglia tedesca. Al 1960 risale il patto di gemellaggio con Lezoux (Francia) e Lopik (Olanda). Sorgono tempestivamente, nel 1961, le prime fabbriche per risollevare l'economia agricola in declino. Nasce la diocesi Cesena-Sarsina (1986) e un nuovo gemellaggio, questa volta con i tedeschi di Grebenstein (1992), mentre nel 1997 terminano i lavori di ristrutturazione e riorganizzazione del Museo Archeologico Sarsinate che funge da tramite ideale per tutti coloro che vorranno immergersi in Sarsina e, soprattutto, nella sua storia immortale.

Condizioni di Privacy

Si comunica che il trattamento dei dati personali avverrà in conformità alle disposizioni del D. Lgs. 196/2003. Per l'aggiornamento e la cancellazione dei dati, con riferimento all'art.7 del D. Lgs 196/2003, è sufficiente inviare una e-mail all'indirizzo info@lemaschere.it