Ristorante Le Maschere

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Guida alla Città

Non molti luoghi, come Sarsina, rivelano un cumulo di coltri di memorie della storia: sin dalle strade e dai panciti, trasparono le vicende e le fasi di una vicenda ormai trimmilenaria catturando l'interesse dello studioso e la passione del curioso.

Il Centro sorge nel cuore di un territorio dove la natura pulsa di sottoterra con acque odorose e salaci: in antico si veneravano con la stessa passione del sacro che poi nutrirà il culto di Vicinio, il beato titolare della Diocesi, protagonista del divino che sconfigge il maligno.

E salaci, come le fonti medicamentose della Val di Savio, sono le battute della gente sarsinate, di ieri e di oggi, che conserva nell'immaginario pi√Ļ riposto lo spirito di uno scrittore famoso, di un suo figlio: il commediografo Plauto, vissuto al tempo di una grande svolta della storia italiana ed europea, tra la lunga lotta di Annibale ed il fausto degli Scipioni.

I ricordi della cultura sarsinate palesano quindi un'identità vivace: frutto della sindrome tra popoli e mentalità diverse, già dalla preistoria e poi sul finire del Millennio prima della nostra era.

Nel lungo evo combattuto tra Bizantini e Longobardi, la chiesa sarsinate custodì i segni di una cultualità profonda, l'Umanesimo vi fiorì poi proprio con la passione per il recupero ed il resoconto delle memorie, l'evo moderno conobbe i contrasti e i fervori di una contrada - quella sarsinate appunto - nella giurisdizione pontificia ma circondata pressochè integralmente da terre governate dai granduchi di Toscana.

Opinione comune a molti è che l'operosità della gente sarsinate, che oggi pienamente si constata, esplicita i messaggi di tante culture.

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